Video-testimonianza Ing. Fabiana Panni – Avio Aero

Videotestimonianza Lean - Ing. Fabiana Panni di Avio Aero

Scuola Camerana ha avuto il piacere di ospitare l’ingegner Fabiana Panni, Lean and Business Operations Leader di Avio Aero, per una video intervista sul tema del Lean applicato in azienda. L’intervista è stata realizzata nel contesto del Lean Education Network di Torino, un’importante piattaforma per lo scambio di esperienze e conoscenze sulla gestione efficiente delle imprese.

Durante l’intervista, l’Ing. Panni ha condiviso le sue esperienze e le strategie che Avio Aero utilizza per implementare il Lean Management all’interno dell’organizzazione. Ha evidenziato come il Lean sia un approccio fondamentale per migliorare la produttività e la qualità dei processi, aumentando la soddisfazione dei clienti e riducendo i costi.

L’Ing. Panni ha anche parlato dei benefici che Avio Aero ha ottenuto grazie all’applicazione del Lean, come ad esempio l’aumento della produttività e la riduzione dei tempi di produzione. Ha inoltre sottolineato l’importanza di coinvolgere tutti i dipendenti nella trasformazione aziendale e di fornire loro le competenze necessarie per gestire i processi in modo efficiente.

La Scuola Camerana è lieta di aver potuto ospitare Avio Aero nella persona dell’Ing. Panni e di aver potuto condividere le sue esperienze con la Rete LEN. Questo tipo di iniziative è fondamentale per lo sviluppo delle competenze professionali e per l’innovazione delle imprese.

Sperimentazione KATA 2014

Sperimentazione KATA 2014

INTERVENTO PREVISTO

  • Sperimentazione in 2 scuole
  • Programma (per ogni scuola):
    • corso 8 ore per gruppo classe + docente
    • progetto pratico 32 ore per sotto-gruppo 5-6 alunni

AVANZAMENTO – al 07/02/2014

Obiettivi del corso:

  1. Illustrare un approccio per migliorare e innovare, nato in Toyota e risultato vincente nelle organizzazioni che lo hanno adottato
  2. Presentare e far sperimentare la capacità trasversale del «miglioramento scientifico» utile:
    1. Come competenza da spendere nel momento dell’entrata nel mondo del lavoro
    2. Per la propria vita e le proprie sfide personali
  • Programma del corso:

Sessione 1 (4 ore)

  • Tutto parte da una sfida: un obiettivo difficile ma non impossibile che desideriamo raggiungere
  • Non possiamo sapere come la raggiungeremo: oltre la nostra attuale «soglia di conoscenza» c’è una «zona grigia»
  • Possiamo affrontare la zona grigia ( = conoscere, apprendere, migliorare) grazie al metodo scientifico del PDCA, basato sulla sperimentazione a piccoli passi
  • Abbiamo delle «cattive» abitudini: crediamo di poter prevedere il futuro e non applichiamo il metodo scientifico. Così è molto più difficile raggiungere le nostre sfide!
  • Possiamo apprendere nuove abitudini attraverso la pratica volontaria e guidata di determinati schemi comportamentali e mentali: i kata
  • Il Toyota Kata indica due routine per rendere il metodo scientifico un’abitudine: il Kata del Miglioramento (lo schema da seguire per migliorare in maniera sistematica e scientifica) e il Kata del Coaching (lo schema da seguire per insegnare a qualcuno il Kata del Miglioramento)

Sessione 2 (4 ore)

  • Esercitazione con il gioco della Tavola a Pioli, seguendo i 5 mini-kata:
    1. Capire la direzione: qual è la Sfida che il Cliente pone?
    2. Afferrare la condizione attuale: osservazione di come funziona il processo ora, raccolta e analisi di dati
    3. Stabilire la prossima Condizione Obiettivo: in base alla Condizione Attuale e alla Sfida da raggiungere nel medio termine, si stabilisce una prima tappa di breve termine, chiara e dettagliata
    4. Cicli PDCA: la modalità per avvicinarsi alla Condizione Obiettivo è la sperimentazione iterativa a piccoli passi, affrontando un ostacolo alla volta
    5. Cicli di Coaching: a ogni Ciclo PDCA (=esperimento), allievo e coach si trovano davanti al tabellone dell’allievo che raccoglie tutti i dati del kata e svolgono il “Dialogo con le 5 domande”
  • Conclusioni
  • Discussione

NOTE:

1) corso fortemente esperienziale: il corso prevede circa 4 ore di esercitazione, in cui i partecipanti devono migliorare un processo produttivo per raggiungere una sfida data loro, e ruotano nei diversi ruoli di operatore (esegue il processo produttivo e suggerisce idee in merito agli ostacoli e alle possibili soluzioni), allievo (applica il Kata del Miglioramento per migliorare il processo), coach (applica il Kata del Coaching, attraverso il dialogo con le 5 domande del Coaching)

2) uso del Lean Education Kit: il gioco alla base dell’esercitazione è il Gioco della Tavola a Pioli, già presente nel Lean Education Kit consegnato alle scuole. Il gioco dovrà essere integrato con specifici moduli che sono stati sviluppati, da utilizzare per esempio per l’analisi della Condizione Attuale e per il registro dei Cicli PDCA (=esperimenti) e da altro materiale di supporto, che comporterà comunque un costo ridotto di integrazione al Kit.

3) collegamento con modulo formativo Lean Organization: il corso sul Toyota Kata può essere erogato sia prima che dopo aver il modulo Lean Organization, sia in maniera separata che integrata: infatti gli argomenti sviluppati da un lato sono trasversali e possono essere presentati in maniera isolata, dall’altro sono strettamente collegati ai principi e metodi dell’approccio Lean.

 

 

Sperimentazione c/o Istituto Zerboni

  • Docente di riferimento: Marialessandra Sabarino
  • Programma svolto: corso 8 ore
  • Partecipanti: gruppo classe 5A meccanica (20 alunni) + docente Gaetano Picciano
  • Date svolgimento:     
    • sessione 1: giovedì 30 gennaio ore 9.00-13.00 – presenti 18 alunni + 3 docenti
    • sessione 2: martedì 4 febbraio ore 9.00-13.00 – presenti 19 alunni + 2 docenti

NOTE: sono stati coinvolti altri docenti, tra quelli già formati per l’erogazione del modulo Lean: Gaetano Picciano (ha partecipato alla sessione 1 e 2); Alessandra Pavone (ha partecipato solo alla sessione 1)

Commenti della Prof.ssa Sabarino: “Il Kata Toyota è estremamente interessante, non dice cose “nuove” ma come le dice, il contesto e le connessioni in cui le colloca, rendono il “buon senso” un metodo scientifico! Ho trovato che andare al Camerana è stato utile (hanno un atteggiamento più serio quando escono da scuola), così come il lavoro svolto dalla formatrice è stato ottimo. Il secondo incontro, estremamente utile rimane un po’ dispersivo (coinvolge direttamente solo una parte di alunni, essere osservatori è per la maggioranza un ruolo troppo poco significativo per impegnarsi seriamente) ma ne sono estremamente soddisfatta! Forse potrebbe servire avere due tavolette e magari giocare sulla tensione di squadra (e competizione) per attivare soluzioni partecipate, in questo modo si limita un po’ il coaching individuale che però sarà l’elemento principe della seconda fase. Lunedì farò la verifica sugli apprendimenti (sulle competenze sarebbe perlomeno pretenzioso), e potrò aggiungere alcuni elementi di valutazione. Personalmente sono molto contenta e ho visto che alcuni allievi hanno seguito in modo estremamente serio la formazione.

Sperimentazione c/o Istituto Natta

  • Docente di riferimento: Giovanni Coppola
  • Programma svolto: corso 8 ore (solo sessione 1)
  • Partecipanti: gruppo classe misto (tot 11 alunni) di 4A meccanica (3 alunni), 4A plastica (2 alunni), 4A liceo scienze applicate (4 alunni), 5A plastici (2 alunni)
  • Date svolgimento:
    • sessione 1: giovedì 6 febbraio ore 9.00-13.00
    • sessione 2: prevista venerdì 14 febbraio ore 9.00-13.00

NOTE: i partecipanti sono stati selezionati tramite autocandidatura. Il docente ha presentato il progetto in modo sintetico (5 minuti) in tutte le quarte e nelle due quinte ITI. Gli interessati hanno aderito volontariamente. Il docente ha inoltre richiesto alla formatrice un intervento introduttivo di 1,5 ore prima del vero e proprio corso di 8 ore, per confermare l’interesse degli iscritti.

Commenti del Prof. Coppola: “Valutazione Positiva: ho sentito le opinioni dei ragazzi dopo i due interventi di Anna dicendo che se qualcuno avesse cambiato opinione poteva ancora uscire dal gruppo. Alla prima lezione c’erano tutti. Vediamo alla seconda che rappresenta la conferma definitiva del gruppo di sperimentazione. L’idea di fondo è che ritengo si possa lavorare bene se hai un gruppo ” volontario” se li butti dentro a forza poi… non li gestisci, si annoiano, fai fatica a fargli fare i lavori… Non chiudi il progetto. Le opinioni dei ragazzi di quarta plastici presenti alla tua prima lezione sono positive, il prossimo venerdì sapremo se sono ottime. Ci sarà assemblea d’istituto: se preferiscono la lezione all’assemblea… Finora ok. Vediamo quando ci sarà da lavorare. Io ho buone sensazioni”

Ciclo di Coaching davanti al Tabellone dell’Allievo - Foto Sessione 2 c/o Istituto Zerboni